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SULLE ORME DI GIGANTI... DI SANTITÀ

2 giugno 2022, pellegrinaggio della FCIM a Palermo.

di Rachele Parrinello

La mattina del 2 giugno 2022, una baraonda di novanta pellegrini si sono messi in viaggio dal Santuario N.S. di Fatima in Birgi seguendo le orme di tre giganti di Dio. Erano presenti nonni, famiglie con bambini, giovani, coppie di sposi, preadolescenti... Tanta gente di tutte le età che orbita attorno alla Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, accompagnata da ottime guide: padre Adriano, padre Carlo, padre Tullio, Madre Costanza, suor Paola e suor Veronica.

Più volte durante il tragitto in pullman per raggiungere Monte Pellegrino mi son ripetuta un vecchio, ma sempre attuale, "motto" medievale: NON SEI TU CHE FAI IL CAMMINO, MA È IL CAMMINO CHE FA TE. Dopo giorni tempestosi fra mille impegni e mille corse, la giornata di oggi è stata un immenso dono da parte di Dio. Come un giovane innamorato della sua donna, come il pastore docile del suo gregge, come il padre misericordioso della parabola, il buon Dio mi ha attirato a sé, non con la confusione del mondo, ma con la pace del suo Cuore. Il Signore mi ha ricordato ciò che davvero è importante: Lui, e nient'altro. Solo Lui è Verità, solo Lui è essenziale, solo Lui è gioia eterna. E il Pellegrinaggio di oggi è stata un'avventuruosa scuola di virtù dove ho potuto godere non solo dell'amicizia di carissimi amici, ma anche della presenza e della protezione di amici celesti: Santa Rosalia, Beato Pino Puglisi e Santa Maria di Gesù di Santocanale.

Al Santuario di Santa Rosalia, a 429 metri di altitudine su Monte Pellegrino, abbiamo partecipato alla celebrazione della S. Messa. Pensare di sostare all'interno della stessa fredda roccia dove per anni la Santa ha vissuto da eremita, ha commosso il mio cuore. Rosalia, una bellissima ragazza di nobile famiglia, la quale nonostante i valorosi e validi pretendenti che la desideravano per moglie e la felice condizione sociale, sceglie di seguire il Signore in una vita "inutile" per il mondo, ma estremamente eroica agli occhi del Padre Eterno e sceglie di amare con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima e con tutte le sue forze Gesù Cristo e Lui soltanto. Al giorno d'oggi pensare ad una giovanissima ragazza che si ritira in una montagna da sola per pregare e per fare sacrifici per amore a Dio sembra una pazzia, eppure Rosalia ha scelto la parte migliore perché si è santamente ostinata nel fare ciò che più piaceva al suo Amore. Chissà quante parole d'amore si saranno scambiati, lei e Gesù, fra quelle pareti rocciose, chissà quanti nascosti sacrifici la Santa avrà unito all'unico Sacrificio...

Dopo un magnifico pranzo con pasta al forno, birre, dolci e ogni altro ben di Dio e con una vista pazzesca sul mare cristallino e azzurro di Palermo, ci siamo spostati in Cattedrale. Lì ad attenderci c'era un mio carissimo amico: Don Pino Puglisi. Che uomo! Abbiamo pregato dinanzi alla sua tomba a forma di spiga di grano, perché don Pino "diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno". Don Pino non è quel seme caduto sulla strada che vien mangiato dagli uccelli o quel seme caduto fra i sassi o caduto fra le spine che alla fine secca ma è un buon prete e un buon maestro, il quale caduto sul terreno arido di Brancaccio ha affondato le sue radici aggrappandosi all'unico legno saldo, il legno della Croce; e ha portato molto frutto. Inginocchiata davanti alla sua tomba l'ho supplicato di intercedere per me e di aiutarmi ad esser buona come lui è stato buono nella sua vita.

Ultima tappa del pellegrinaggio è stata Carini, nel monastero dove ha vissuto ed è riposto il corpo di Santa Maria di Gesù di Santocanale, proclamata Santa da Papa Francesco il 15 maggio di quest'anno. Ma chi è la Santa novella? Santa Maria di Gesù naque a Palermo nel 1852 e mettendosi in ascolto dei bisogni del tempo e della società, inizia a Carini a dedicarsi ai poveri, agli orfani, agli ammalati e ai morenti, all'educazione dei bambini e dei giovani, dando vita alla Congregazione delle Suore Cappuccine dell'Immacolata di Lourdes. Anch'essa di nobile famiglia, lascia tutto per dedicarsi ai più deboli e al Dobole per eccellenza: Gesù Cristo Innocente e Crocifisso. Santa Maria abbracciò la povertà del Poverello d'Assisi e fece dell' Eucaristia il vero nutrimento della sua vita, tanto da diventare essa stessa pane spezzato per la fame dei fratelli. La "Signora Madre", così la chiamavano tutti, viene raffigurata con una cesta colma di pane in una mano e nell'altra mano tiene una pagnotta che sta offrendo a qualcuno, infatti, una volta accadde che al Convento le suore non avevano nulla per la cena così suor Maria com'era solita fare si mise in preghiera davanti al Santissimo Sacramento e chiese: "Ci vuoi abbandonare così?". Non passò neanche qualche minuto che suonò immediatamente il campanello del convento e non appena le suore aprirono, videro un uomo che aveva portato loro una cesta con del pane. Le suore meravigliate chiesero subito a quell'uomo il perché di quel gesto e quello rispose che un vecchietto lo aveva avvisato che le suore non avevano nulla di cui sfamarsi e di portar loro da mangiare. Quel vecchietto era San Giuseppe, molto amato e venerato da Suor Maria. La spontaneità, la tenerezza, la confidenza con il Signore, la premura, il dono totale di questa Santa suora mi hanno molto colpito e da oggi, per tutti i giorni che Dio vorrà darmi, le ho chiesto di mettermi sotto la sua docile protezione.

Terminare la giornata con la recita del S. Rosario è stata la ciliegina sulla torta. Abbiamo innalzato al Padre Celeste, per mezzo di Maria, preghiere di ringraziamento e di supplica, ad un'unica voce. Tutti insieme ci siam accovacciati ai piedi della Vergine e sotto il suo splendidissimo manto per ringraziarla e per rinnovarle il nostro affetto.

Grazie mio Dio e mio Signore, AMDG.

 

 

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