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LA SINDONE: ANALISI DI UN MISTERO

La conferenza all’Opera di una tra le massime esperte.

Di Rosaria Gargano

Ci sono giorni in cui la Grazia è così abbondante che non si può fare a meno di corrisponderla con altrettanta gratitudine. Questo è ciò che desidero fare, ritornando con il cuore e con la mente a quel 21 marzo, appena trascorso. 

Un gruppo di adolescenti e giovani (i mitici MenAlive), Simpatizzanti, Amici e Collaboratori della FCIM, hanno vissuto tra stupore e meraviglia una esperienza molto bella. Il salone s. Giuseppe del Santuario Nostra Signora di Fatima di Birgi ha ospitato una studiosa, scrittrice, biologa e geologa, la professoressa Emanuela Marinelli che, con incredibile ed insospettabile fervore ed entusiasmo, ci ha nutriti parlandoci della reliquia più significativa di tutta la cristianità: la Sacra Sindone. Ha così illustrato ai presenti un excursus di due millenni di storia, esponendo tutte le acquisizioni scientifiche più avanzate ed attuali.

Ancora una volta la nostra Opera si è rivelata centro di formazione e spiritualità, porto sicuro per chi desidera muovere i passi verso una approfondita conoscenza delle "cose di Cristo". E malgrado tutti sappiamo quanto siano discussi il periodo storico di appartenenza e le origini di questo Sacro Lenzuolo, la relatrice ha saputo smontare ogni dubbio sulla sua autenticità e appartenenza. 

Ogni perplessità è stata fugata quando lo sguardo di ciascun presente, attratto dalla copia del Sacro Telo, ha comunicato al cuore la certezza che ci trovavamo dinanzi a qualcosa di assai misterioso: una sorprendente fotografia di un Volto e di un Corpo impressa su un lenzuolo che mai si è riusciti a riprodurre, pur avendo effettuato molti tentativi. Questo perché l'immagine, dicono gli scienziati, può essere stata impressa solo da un "flash" di luce ad altissima energia che può essere associato al momento della Resurrezione. Da escludere quindi che si tratti di un falso medievale.

La professoressa Marinelli poi ci ha introdotti nei meandri dei tratti somatici che sono ben delineati da sangue umano. Lo studio del DNA ci dà notizie certe: sangue di sesso maschile, di gruppo AB incredibilmente uguale a quello dell'ostia  consacrata trasformatasi in muscolo cardiaco durante la S. Messa a Lanciano. Una certezza affiora nel cuore: il Sangue della Sacra Sindone è il sangue versato per ciascuno di noi da Nostro Signore!
Ad avvalorare la tesi dell'autenticità del lenzuolo ci sono i vari test scientifici, che hanno analizzato a parte sangue, polveri, pollini e tessuti, tutti riconducibili all'era e al luogo in cui ha vissuto Gesù Cristo.
Inoltre l'immagine che l'occhio umano rileva è quella di un Gesù rappresentato nella iconografia di un periodo che risale a prima della pubblica scoperta della Sindone. Tutto ciò per testimoniare ancora una volta che le immagini riprendevano un Volto già noto, probabilmente copiato dal lenzuolo.


Ciò che in modo eccelso ci è stato presentato la sera del 21 marzo è quindi un Dono inestimabile per l'intera umanità: Una Reliquia da venerare.Una Reliquia dinanzi alla quale sostare. Una Reliquia che sembra volere scrutare il cuore di ogni uomo.

 

"La Sindone mi ha guardata e non ho potuto più tacere". Ecco la frase della prof.ssa Marinelli che giustifica e dona senso a quel suo costante girovagare. La risposta ad una Chiamata che va oltre la curiosità scientifica e il desiderio di dare un contributo alla ricerca.
La studiosa ha testimoniato con le sue preziose parole e con le sue emozioni quella fede e quella certezza che solo chi crede in quello che dice può giungere al cuore di chi l'ascolta.
E allora ecco il messaggio che ha lasciato un'impronta su tutti i presenti: la Sindone è un Segno tangibile della venuta di Cristo sulla Terra. È, da parte di Dio, un gesto di grande benevolenza nei nostri confronti, uomini tanto fragili. Lui non perde occasione per farci fare esperienza concreta della Sua vicinanza.

Mi ha lasciata stupefatta la serenità che traspare nel Volto tracciato dal sangue su quel Telo di colore giallo ocra, di forma rettangolare, lungo circa 4 metri e largo circa 1 metro. I tratti distesi e rassicuranti di un Volto, quello di Gesù Cristo, in netto contrasto con il Suo corpo martoriato. 

Inoltre la scrittrice – biologa e geologa – con dovizia e attenzione ha soddisfatto la nostra curiosità donandoci ulteriori e interessanti informazioni. La Sindone è stata venerata tra il 944 e il 1204 come Mandylion che, piegato, mostrava soltanto il volto del Signore ma che, aperto, ne conservava l'intera traccia del corpo e come tale era mostrato a Costantinopoli.
La Sindone si trova a Torino presso il Duomo dal 1578, prima era custodita a Chambery. A quel tempo, il duca di Savoia, con il pretesto di soddisfare un desiderio di San Carlo Borromeo, fece cambiare sede alla straordinaria Reliquia; infatti il Santo aveva una speciale devozione per la Passione di Nostro Signore e su quel lino poteva venerare il Sangue Prezioso versato per noi durante la flagellazione, la coronazione di spine e la crocifissione. 
Inoltre i Savoia, sapendo bene che la Sindone era un reperto archeologico unico al mondo e che aveva un valore inestimabile, trovavano cosa buona spostarla nella Capitale del Regno.
La Sindone è conservata distesa in una teca ad atmosfera controllata, cioè in un contenitore ermetico pieno di gas argon, inerte, che ha la capacità di non far deteriorare nel tempo il tessuto.
Essa ha corso il rischio di venire bruciata almeno tre volte. Gli incendi più famosi sono quello del 1532 a Chambery e quello del 1997 a Torino, nella cappella del Guarini. In questa occasione si è salvata solo perché era stata temporaneamente trasferita presso un altro Altare.

Ultima meritevole informazione è che tutte le prove effettuate sul tessuto concordano sulla stessa datazione del lenzuolo e che solo il test del Carbonio 14 rileva un risultato diverso datandolo come telo di origine medievale. Probabilmente tale risultato è da ricondurre alla mancata attendibilità del campione analizzato: un campione prelevato in un angolo fortemente deteriorato e contaminato.

Dopo aver partecipato ad una simile conferenza ciò che rimane nel cuore è il desiderio di trattenersi dinanzi al Sacro lenzuolo per vivere un tempo di grazia in ossequiosa venerazione. 
A noi viene data comunque una bella opportunità: quella di visitare una copia a grandezza naturale presso il salone Pentecoste dell'Opera-Santuario Nostra Signora di Fatima nelle date che vanno dal 27 marzo al 10 aprile, dalle ore 09.00 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00. 
Niente di più nutriente in questo tempo di Quaresima, per immergerci con maggiore consapevolezza e contrizione di spirito nella meditazione della Passione di Cristo. 
Una buona occasione da non perdere per preparare il nostro cuore a vivere la Pasqua.

 

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